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	<title>Scirocco News &#187; faida dei boschi</title>
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	<description>eVENTIdelSUD - magazine online di approfondimento giornalistico, inchieste, reportage, notizie sulla Calabria e dintorni</description>
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		<title>Faida dei boschi: lunga serie di omicidi partiti da quello del boss dei viperari. I nomi dei 16 arrestati e le dichiarazioni di Gratteri</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2012 12:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono anche i responsabili dell&#8217;omicidio del boss Damiano Vallelunga, avvenuto il 27 settembre del 2009 a Riace davanti il santuario di San Cosma e Damiano, tra le 16 persone arrestate nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Confine, condotta la scorsa notte da carabinieri &#8230; <a href="/index.php/2012/08/08/47977/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci sono anche i responsabili dell&#8217;omicidio del boss Damiano Vallelunga, avvenuto il 27 settembre del 2009 a Riace davanti il santuario di San Cosma e Damiano, tra le 16 persone arrestate nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Confine, condotta la scorsa notte da carabinieri e polizia con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria.</p>
<div id="attachment_47978" class="wp-caption alignleft" style="width: 236px"><a href="/wp-content/uploads/2012/08/Salvatore-Vallelunga.jpeg"><img class="size-full wp-image-47978" title="Salvatore-Vallelunga" src="/wp-content/uploads/2012/08/Salvatore-Vallelunga.jpeg" alt="" width="226" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">Salvatore Vallelunga, ucciso a giugno 2010</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;assassinio di Vallelunga, soprannominato il &#8220;boss dei viperari&#8221;, secondo quanto è emerso dalle indagini, ha scatenato la cosiddetta &#8220;faida dei boschi&#8221; nell&#8217;ambito della quale c&#8217;é stata una lunga serie di omicidi e tentati omicidi, che proseguono ancora, in un&#8217;area compresa tra le province di Reggio Calabria e Catanzaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla faida vengono attribuite, in particolare, le uccisioni di Giuseppe Todaro, ucciso a Chiaravalle Centrale il 22 dicembre del 2009 ed il cui cadavere non è mai stato trovato; Pietro Chiefari (Davoli, 16 gennaio 2010); Domenico Chiefari (Guardavalle, 11 marzo 2010); Francesco Muccari (Isca sullo Jonio, 16 marzo 2010); Angelo Ronzello ((Monasterace, primo aprile 2010); Giovanni Vallelonga (Stilo, 21 aprile 2010); Vittorio Sia (Soverato, 22 aprile 2010), Giovanni Bruno (Vallefiorita, 15 maggio 2010); Mario Petrolo (Stilo, 26 maggio 2010); i fratelli gemelli Vito e Nicola Grattà (Gagliato, 11 giugno 2010); Salvatore Vallelunga (Brognaturo, 15 giugno 2010) e Agostino Procopio (San Sostene, 23 luglio 2010)).</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione sono state anche sequestrate due imprese intestate a prestanome risultate provento delle attività illecite delle cosche coinvolte nell&#8217;operazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">I nomi degli arrestati e le dichiarazioni di Gratteri</span></strong><br />
&#8221;Con questa indagine siamo entrati in un territorio molto difficile perché abbiamo colpito gruppi e persone che rappresentano l&#8217;elite della &#8216;ndrangheta&#8221;.<br />
Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, illustrando, nel corso di una conferenza stampa, i risultati dell&#8217;operazione condotta da carabinieri e polizia in relazione alla &#8220;faida dei boschi&#8221;.<br />
&#8220;Abbiamo arrestato &#8211; ha aggiunto Gratteri &#8211; esponenti di primissimo piano della &#8216;ndrangheta che estendono la loro influenza anche all&#8217;estero. Ed in questo senso l&#8217;indagine ha consentito sicuramente di mettere un punto fermo importante nelle inchieste sulla &#8216;ndrangheta&#8221;.<br />
Le imprese sequestrate nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione sono tre ed hanno un valore di circa tre milioni di euro. L&#8217;indagine che ha portato agli arresti si è basata sulle rivelazioni di due pentiti di &#8216;ndrangheta, Antonino Belnome e Michel Panajia.<br />
Tra gli arrestati ci sono i quattro figli di Giovanni <span style="color: #000000;">Vallelonga</span>, ucciso il 21 aprile del 2010 a Stilo, <strong><span style="color: #ff0000;">Agostino</span></strong>, <strong><span style="color: #ff0000;">Bruno</span></strong>, <strong><span style="color: #ff0000;">Luigi</span></strong> e <strong><span style="color: #ff0000;">Piero Vallelonga</span></strong>, rispettivamente di 39, 44, 36 e 40 anni.<br />
Ci sono anche un cognato ed un genero dello stesso Giovanni Vallelonga, <strong><span style="color: #ff0000;">Renato Comito</span></strong>, di 59 anni, e <strong><span style="color: #ff0000;">Cosimo Franzè</span></strong> (47). Le altre persone finite in manette sono <strong><span style="color: #ff0000;">Vincenzo Franzè</span></strong> (20); <strong><span style="color: #ff0000;">Antonio Leuzzi</span></strong> (27); <strong><span style="color: #ff0000;">Giuseppe Cosimo Leuzzi</span></strong> (58); <strong><span style="color: #ff0000;">Cosimo Spatari</span></strong> (51); il figlio di questi, <strong><span style="color: #ff0000;">Luca Spatari</span></strong> (27); <strong><span style="color: #ff0000;">Angelo Natale Misiti</span></strong> (42); <strong><span style="color: #ff0000;">Salvatore Papaleo </span></strong>(40) e <strong><span style="color: #ff0000;">Andrea Sotira</span></strong> (34).<br />
In carcere il provvedimento è stato notificato a <strong><span style="color: #ff0000;">Vincenzo Gallace </span></strong>(65), già detenuto.<br />
E&#8217; sfuggito all&#8217;arresto, invece, <strong><span style="color: #ff0000;">Domenico Ruga</span></strong> (35), indicato dagli investigatori come uno dei capi dell&#8217;omonima cosca.<br />
&#8220;Si tratta di gente &#8211; ha detto ancora il procuratore Gratteri &#8211; che detta l&#8217;agenda della vita criminale in una vasta zona della provincia di Reggio Calabria. Per questo è stato importante esservi &#8216;entrati&#8217; con questa indagine&#8221;.<br />
Il Procuratore della Repubblica reggente di Reggio Calabria, Ottavio Sferlazza, ha espresso la propria soddisfazione &#8220;per il fatto che questa operazione &#8211; ha detto &#8211; ha consentito di riaffermare la presenza dello Stato in aree nelle quali, invece, le &#8216;ndrine la facevano da padrone&#8221;.</p>
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		<title>Faida dei boschi: 12 arresti, c&#8217;è anche un carabiniere. Indagato l&#8217;ex vicesindaco di Soverato</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ex vicesindaco di Soverato, Teodoro Sinopoli, è indagato in stato di libertà per concorso esterno in associazione mafiosa nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta della Dda di Catanzaro che stamani ha portato a 12 arresti e a tre obblighi di dimora nei confronti di &#8230; <a href="/index.php/2012/05/10/40877/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ex vicesindaco di Soverato, Teodoro Sinopoli, è indagato in stato di libertà per concorso esterno in associazione mafiosa nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta della Dda di Catanzaro che stamani ha portato a 12 arresti e a tre obblighi di dimora nei confronti di presunti affiliati alla cosca Sia-Procopio-Tripodi.<br />
La Dda aveva anche chiesto l&#8217;arresto di Sinopoli ma il gip l&#8217;ha rigettato. L&#8217;ex vicesindaco è accusato di avere affidato ad una ditta riconducibile, secondo gli inquirenti, ad uno dei boss del soveratese lavori per opere pubbliche e fornitura di materiale edile.<br />
Il gip ha invece disposto la custodia cautelare in carcere per il brigadiere dei carabinieri Vincenzo Alcaro, in servizio al reparto operativo del Comando provinciale di Catanzaro. I pm gli hanno contestato il concorso esterno, ma il gip ha emesso l&#8217;ordinanza nei suoi confronti per associazione mafiosa. In particolare il sottufficiale avrebbe fornito ai componenti dell&#8217;associazione mafiosa informazioni sulle operazioni di servizio che venivano svolte dai suoi colleghi nei confronti della stessa cosca.<br />
L&#8217;inchiesta condotta dai carabinieri del Comando provinciale e della Compagnia di Soverato e a cui ha collaborato anche il Ros ha ricostruito i contrasti interni sorti tra gli schieramenti una volta uniti dei Sia e dei Todaro, sostenuti rispettivamente dalla cosche Vallelunga e Novella da un lato e Gallace dall&#8217;altro. Divisione che ha portato a una vera e propria guerra di mafia con decine di omicidi commessi tra il 2009 e il 2011. L&#8217;inchiesta ha anche fatto luce sull&#8217;omicidio di Giuseppe Todaro vittima di un caso di &#8220;lupara bianca&#8221;.<br />
I particolari dell&#8217;operazione sono stati illustrati dal procuratore della Repubblica Vincenzo Antonio Lombardo, dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, dal comandante provinciale dei carabinieri Salvatore Sgroj, dal comandante del Reparto operativo Giorgio Naselli e dal comandante della Compagnia di Soverato Emanuele Leuzzi.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è anche un carabiniere tra le persone arrestate stamani nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione condotta dai suoi colleghi del Comando provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Soverato contro presunti affiliati alla cosca Sia &#8211; Procopio &#8211; Tripodi operante nell&#8217;area ionica soveratese. E&#8217; quanto si è appreso in ambienti investigativi.<br />
Il militare, che era ancora in servizio, è accusato di associazione mafiosa. Non è stato ancora specificato dove prestasse servizio.<br />
L&#8217;operazione, coordinata dalla Dda di Catanzaro, ha colpito una delle cosche coinvolte da anni in quella che viene chiamata &#8220;faida dei boschi&#8221;, uno scontro che vede contrapposte famiglie di &#8216;ndrangheta che operano nella zona al confine tra le province di Catanzaro, Reggio Calabria e Vibo Valentia e che negli ultimi tre anni ha provocato una ventina di morti. La faida, nata per gli interessi sui lavori boschivi, si è trasformata col passare degli anni in una vera e propria guerra di mafia per il predominio sul territorio, sugli appalti pubblici, degli insediamenti turistici e della realizzazione di impianti di energia alternativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2012/05/omicidio-StiloQ.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-40878" title="omicidio-StiloQ" src="/wp-content/uploads/2012/05/omicidio-StiloQ.jpg" alt="" width="600" height="600" /></a>È partita all&#8217;alba di stamattina l&#8217;operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Soverato per l&#8217;esecuzione di 15 misure cautelari nei confronti di presunti affiliati alla cosca di &#8216;ndrangheta Sia-Procopio-Tripodi operante nell&#8217;area ionica soveratese.<br />
Tra gli arrestati vi sarebbero anche mandanti ed esecutori di un caso di &#8220;lupara bianca&#8221; avvenuto nel 2009 e che avrebbe dato il via alla faida tra la cosiddetta &#8220;mafia dei boschi&#8221; nel corso della quale ci sono stati numerosi omicidi.<br />
Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, sequestro di persona, occultamento di cadavere, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.<br />
Le indagini, che si sono avvalse anche della collaborazione del Ros, sono cominciate il 22 dicembre 2009 dopo la scomparsa per &#8221;lupara bianca&#8221; di Giuseppe Todaro, presunto affiliato alla cosca Gallace-Novella, rivale di quella dei Sia-Procopio-Tripodi. Le indagini, oltre a ricostruire le fasi della scomparsa e della successiva soppressione di Todaro, hanno portato gli investigatori a delineare compiti e ruoli degli indagati nell&#8217;ambito del locale di &#8216;ndrangheta di Soverato, attivo sin dal 2002 nei comuni di Soverato, Davoli, San Sostene, Montepaone e Montauro.</p>
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		<title>VV/ SERRA S. BRUNO, FERITO OPERAIO: AGGUATO LEGATO A FAIDA</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 11:16:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un operaio, Agostino Vallelonga, di 37 anni, è stato gravemente ferito stamattina a Serra San Bruno in un agguato che potrebbe essere collegato alla cosiddetta faida dei boschi, in corso da alcuni anni tra le province di Vibo Valentia e &#8230; <a href="/index.php/2011/08/01/vv-serra-s-bruno-ferito-operaio-agguato-legato-a-faida/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un operaio, Agostino Vallelonga, di 37 anni, è stato gravemente ferito stamattina a Serra San Bruno in un agguato che potrebbe essere collegato alla cosiddetta faida dei boschi, in corso da alcuni anni tra le province di Vibo Valentia e Reggio Calabria.<br />
Vallelonga, nel momento dell&#8217;agguato, era alla guida del suo furgone e stava percorrendo la strada provinciale che da Serra San Bruno conduce a Nardodipace. A sparare è stata una persona appostata lungo la strada ed armata di un fucile caricato a pallettoni. L&#8217;uomo, ferito dai colpi di fucile all&#8217;addome e ad una spalla, è stato ricoverato con prognosi riservata nell&#8217;ospedale di Serra San Bruno.<br />
Sul ferimento indaga il Commissariato di Serra San Bruno.<br />
L&#8217;agguato contro Agostino Vallelonga potrebbe essere collegato all&#8217;omicidio del padre, Giovanni, avvenuto a Stilo (Reggio Calabria) il 21 aprile dello scorso anno. Nel settembre del 2009, inoltre, era stato ucciso a Riace (Reggio Calabria) un cugino di Giovanni Vallelonga, Damiano. Fatti tutti collegati, secondo gli investigatori, alla faida dei boschi che vede contrapposte alcune cosche di &#8216;ndrangheta della province di Reggio Calabria, ed in particolare della Locride, e di Vibo Valentia.</p>
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